Tolleranza zero. Non ce la faccio più. Ogni apparente cazzata mi fa saltare un nervo. Basta con le foto insieme, con i reportage, basta con i video su youtube, basta con quella canzone, basta sbandierare amicizie che fino a qualche mese fa venivano ripudiate, basta stare male se ogni volta che ci si incrocia per strada ci si limita ad un ciao appena accennato, basta non riuscire più a guardare le foto insieme e basta far finta che vada tutto bene e che infondo sia meglio così. Meglio un cazzo, io stavo bene prima. Va bene? Ecco, l'ho detto e mi faccio schifo uguale perchè quando persone che chiami AMICI poi ti ritrovi a chiamarli MERDE, non è bello. Non è bello sentirne la mancanza, manco un po. E vaffanculo.
BLaCkPetaL @ 15:26
E così adesso dopo aver capito che c'è stata una rottura un po troppo radicale, che non riesco più a guardare qualcuno negli occhi, che ormai quando si parla di GRUPPO ci si corregge aggiungendo un tra virgolette o un ex davanti, che la delusione è tanta e che ci avevo investito davvero tanto (cuore incluso) , dopo aver capito tutto questo, scopro che fa un po male non riuscire ad aprire più certe cartelle, guardare determinati video, ascoltare questa o quella canzone.. sarà che sono tutti attimi felici, sarà che quella felicità buca qualsiasi foto o video e adesso l'unico buco ce l'abbiamo sullo stomaco. Tocca solo restaurare al meglio uno dei tuoi sorrisi migliori e stampartelo sul viso, che stasera è il suo compleanno e cerchiamo di mascherare la patina sporca che ci si è appiccicata addosso.
BLaCkPetaL @ 18:59
Credo che il mare sia il mio habitat naturale, che questa settimana sia volata, che ci è successo davvero di tutto e che una vacanza così non l'avevo mai vissuta prima. Vorrei poter cancellare l'odore di morte che porca puttana, e dico porca puttana, in una settimana si è avvicinato a noi troppo, tre volte sono troppe. Che specialmente per lui, che non vedevo da anni, non me ne renderò mai conto. Mai. Ciao Robi. Vorrei poter cancellare chi ci vede e passa dall'altra parte della strada, l'ansia prima di uscire, il non calcolarsi, parlarsi dieci minuti e andare via, trovarsi nello stesso locale e fare finta di niente, e sopratutto parte della notte tra il 9 e il 10. Nello stesso locale a ballare, per tutta la serata pensavo che ci stavamo riavvicinando, e in effetti è stato così. Qualche sex on the beach, la musica, le battute di sempre, ballare sulla stessa pista e spingerli via proprio mentre senti che stanno tornando quelli di sempre, ridere, vederli chiamare gente che si stava avvicinando troppo esclamando "loro sono con noi, aria" , stare in cerchio, salire sui cubi, quella canzone, il revival con Blue, le mani al cielo, e Rewind, e guardarsi e saltare ridere e la serata che finisce, e andiamo a farci il bagno tutti insieme. E poi il buco nero in cui siamo sprofondati. Le paranoie, gli scazzi nel vedere un amico stare male, gli sguardi che cambiano, i toni che sfumano, le grida, gli spintoni fuori luogo, trovarsi faccia a faccia, minacce, parole grosse e forti che volano da una bocca che è seduta proprio li, a due cm da me, non saper cosa fare e cosa dire, chi va via, chi piange, cercare di chiarire con i pochi rimasti, buttare giu a tavolino tanta di quella roba impolverata da non saper più a chi credere, una semi calma e poi dinuovo nel buco nero; vedere un legame forte sgretolarsi davanti ai tuoi occhi per qualche parola alcoolica detta in più, il cielo si fa chiaro e te ne stai inginocchiata contro un muretto a tremare di freddo e paura, per quei due volti troppo vicini, per le parole e le lacrime di un ragazzo che sembra indistruttibile e ora ha gettato maschera e armi, per quello che gli sta difronte che gli grida in faccia e nel farlo ha la voce rotta di rabbia e le mani che gli tremano, per i pugni che volano a random su cartelloni pubblicitari e cabine telefoniche, puoi solo rannicchiarti su te stessa e coprirti le orecchie, non vuoi più sentire quella rabbia vomitata addosso, non vuoi più vedere dei corpi scossi, non vuoi più sentire "basta finisce tutto, finisce qua", vuoi andare via. Sono le sei, sorge un sole bellissimo sul mare che nessuno guarderà, solo rumore di tacchi, bottiglie rotte buttate ovunque, silenzio, il rumore assordante di quel silenzio. Questo, vorrei cancellare tutto questo e non lo farò mai, ed è bene così. Pur volendo non andranno mai via certe immagini che a random, quando decidono loro, mi tornano in testa. Fortuna che non è stato solo questo. Fortuna che ci sono state le nostre quattro risate mescolate insieme, le conquiste indiane in spiaggia, le cene ad orari impossibili, lo scambio di cinte borse, scarpe, vestiti, le gare a chi si abbronzava di più, l'enigmistica, le zanzare killer, svegliarsi ogni mattina con una canzone-umore e fare colazione assieme, l'aver incontrato l'uomo della mia vita nell'ultima mezzora di mare (ciao, oh mio bel tarzan coraggioso che intrappola cavallette nei bicchieri di coca cola) , il buon feeling col cameriere almeno 40enne del ristorante (ciao anche te, oh caro UOMO, che mi sposti la sedia a tavola per farmi sedere a suon di "chica prego posso far la posición?") (segnarsi anche il "cosa ve porto por idratarve un po?" e "la senorita è in posición de siesta" vedendo fla spalmata in maniera poco elegante sulla sedia) , tutte le foto fatte, i video sul muretto di sosta, il lungo mare, i lidi e soprattutto hai bin ("ai cinesi je dovemo fa a festa, altrochè") l'herpes preso grazie e non so chi e il rimandare un piercing gia programmato nella testa, l'abbronzatura che sfoggio e tra meno di poco andrà via, le bolle di sapone e ancor di più lo sparanemo regalato dall'indiano/tunisino/marocco/indononsoche, le schifezze mangiate ad ogni ora, i cornetti notturni proprio sotto casa, il buttarsi sul letto dopo cena e il mescolarsi di braccia e mani per fare grattini di cuore, uscire di casa all'una, i ladri che non esistono se non nella nostra stupida testa, i gavettoni dentro casa, i kg di sabbia dentro casa ("facciamo un castello in cucina?") , le sfilate da mongole, le sigarette strafumate fuori il balcone, i ragazzi di bergamo di ieri sera, lo shopping compulsivo in centro, fabri fibra ormai nei cuori di tutte (modestamente), cosa vuoi anche la zuppa inglese? che ormai è un must, prendere per il culo quelli che teoricamente sono/erano i nostri amici e sdrammatizzarci su per non morire di depressione cupa, prendersi un infarto in autostrada e pensare di morire schiacciate tra due camion dimmerda, comprarsi roba del tutto inutile e senza senso, i molteplici caffè zero che mi hanno nutrita e tenuta in vita per una settimana, i fiori regalati davanti al locale del misfatto, le onde giganti di quel pomeriggio in cui siamo tornate bimbe sceme, ma veramente sceme, in mezzo l'acqua, la bambina versione 'il brutto di ciao darwin' sulla spiaggia (per sempre nei nostri cuori!!!) , lo smalto rosso, i centri commerciali, il "pupe, let's go" prima di uscire, e cercarsi, il cercarsi stando comunque sempre insieme, vicine, vicine di testa e di corpo e di cuore. Che non c'è niente da fare, la famiglia che ho scelto. Le pillole di felicità. Il puzzle del cuore. Il mio souvenir. Lo diceva quel volantino raccolto sul lungomare per caso, quando ridi per i nomi dei dj e poi girandolo sorridi e stringi di più le mani leggendo PASSA IL TEMPO MA NOI NO. Gia. Noi no.
BLaCkPetaL @ 18:13
Che serata dimmerda, è la prima cosa che dico salendo in macchina per tornare a casa. Ho ancora quelle parole gridate, sputate in faccia, incattivite, nella testa. Vorrei mandarle via perchè non riesco a sopportarle. Un accumulo di cose scoppiato. Tutto vomitato addosso. Tra rabbia e bestemmie. Robe sbattute ovunque. Delusione. Senza parole. Silenzio. Qualche istante ognuno per i suoi cazzi. Poi dinuovo insieme a cercare di riattaccare gli stessi pezzi che prima avevamo fatto a pezzi. Il vino aiuta, dicono, ma stasera aveva un sapore amaro. Sentirsi dire "questa per me è l'ultima cena per quanto mi riguarda" è brutto. Cercare di spiegare questo o quello, non riuscirci per la rabbia fatta persona che hai davanti. Grida grida grida. Stare zitta perchè in parte, in quella piccola parte, dai ragione a quella persona che sta gettando fuori tutti i rospi che aveva sullo stomaco. Ma dirlo prima? Ma parlarne con calma tutti insieme anzichè buttarla sullo scherzo e non capirci un cazzo? Non ci credo che è successo quel putiferio per una cazzata, per un'emerita cazzata. E' assurdo. Vabbè, se non si era capito non so neanche io cosa cazzo dire. Ci sono rimasta dimmerda, può bastare o occorre dire altro? Credo di no. Sciogliti, nodo.
BLaCkPetaL @ 02:53
BLaCkPetaL @ 14:51
Cioè boh, credo che le ore 4 stimolino il mio scrivere.
(scrivere cazzate, credo.)
A volte mentre ascolto questo o quel pezzo mi vengono in mente immagini, situazioni, parole, non so bene quale collegamento faccia il mio povero e stanco cervello, ma penso a quanto sia strano averli tra i piedi, e dico tutti. Mi piace aprire messenger e trovarceli, anche loro. La sera prima di uscire, fare tardi per parlare con questo o quello, dirsi uno stupido "ci vediamo tra dieci minuti", collegarsi alle ore più strane, passarsi canzoni, farsi un profilo sul sito più idiota del mondo solo per ridere, di noi stessi per altro, e minchioneggiare. Se ripenso a quei due anni di inferno mi sembra impossibile, penso sonori "quella non ero io", è davvero surreale. In questi cinque mesi ho mandato all'aria viaggi, un mezzo lavoro e persino concerti. E non mi è pesato. Non è stata una rinuncia, ma una scelta. Una priorità. Sentivo che il mio posto era qui. Cazzo, QUI. Io da qui sono sempre scappata, subito, appena potevo, appena si presentava una mezza occasione. Via da quest'aria che mi opprimeva. Poi succede che dopo secoli arriva un benedetto viaggio a Londra e io parto felice, giuro, davvero felice, ma lascio qui qualcosa che avrei voluto portarmi dietro e non mollare. Come non mi era mai successo. Appartenere è un concetto ritrovato, per me. Non ci ero più abituata, affatto, mi stavo abituando a tutto l'opposto. Non so bene cosa sia cambiato, nè tanto meno come, so di certo quando, l'esatto momento in cui ho tolto la maschera e ho disegnato con le labbra un sorriso timido che adesso è diventato una continua, enorme, ingombrante risata. Quando ho le crisi mistiche riapro quel video, fatto in quella serata speciale, di panini birra ratafia e joint, ridiamo tutti senza motivo alcuno, poi si presenta la mia faccia inebetita e si sente un "la più forte" e rido, non nel video perchè in quel preciso istante non sentirò un cazzo, ma guardandolo. Quella era la sera di chi mi toglieva il tiramisù imballato dalle mani in pieno centro per non farmi fare figure di merda, quella del concerto saltato perchè sticazzi stavamo bene chiusi dentro quel garage a far finta di vedere l'allenatore del pallone2, quella dei video, delle foto imbarazzanti, dei pianti di qualcuno, dei brindisi, dello spavento sulle scalette, del "andiamo al prontosoccorso" e di come mentre noi parlavamo sul da farsi quello azzoppato se la zompettava su una gamba verso il garage, del film visionato (dinuovo per finta) alle tre di notte, del freddo e del mio show dei records con le bolle di sapone, era una sera di maggio. Due giorni dopo partivo per Londra. Tra due settimane partiamo per il mare. Tra due settimane cene, mare, mare, cene, lidi, ballare, mare, alcool, cene, mare, alcool, mare, ballare, lidi, mare, alcool, cene, alcool, mare e piercing. Piercing. PIER CING. San Lorenzo in spiaggia. Casina. Ferragosto. Un due settimane fatto di vedremo cosa. Concerto. Roma. E l'estate si chiuderà in bellezza.
BLaCkPetaL @ 04:33
Vabbè niente, volevo scrivere un post serio su quei rincoglioniti che sono i miei amici, ma poi ascolto roba easy e mi prende così bene che non ce la posso fare ad essere seria, inoltre prendo per culo kate su msn ed ema è totalmente ubriaco e io me la rido perchè domani non ricorderà un cazzo e io potrò sputtanarlo quando dove e come voglio. ciaoemativogliobene. (ora gli prende male lo sento lo sento :D)
Cmq. Oltre ad aver passato la solita ora (perchè LA GENTE giunge tardi visto che ormai fanno parte della nazionale italiana e si allenano ogni giorno) seduti a non fare IL NIENTE (cit.) e a sparare cazzate sulla vacanza (noi a casa vostra manco vogliamo venirci, non ci becchiamo manco in spiaggia, forse non hai capito che noi carichiamo la jeep di sabbia e ce la mettiamo sul terrazzo. simpaticissimi) abbiamo conosciuto dei ragazzi di avezzano (orrore e molto raccapriccio, postaccio) simpatici, uno anche discretamente carino e dall'aspetto simil puzzone come piace ammè. Seratina tranquilla, insomma. Finita al solito autolavaggio a mangiare cipster, fumare, deridere i metronotte e no, senza nessuna foto, gran peccato. Ma perchè sto scrivendo ste cose in stile CARO DIARIO delle medie? Aiuto. Aiuto molto.
BLaCkPetaL @ 03:36
*sierra out of head scrive: *sierra out of head scrive: Sim0 scrive: *sierra out of head scrive: Sim0 scrive: *sierra out of head scrive: Sim0 scrive: *sierra out of head scrive:
Sim0 scrive:
noooo proprio l'8 agosto!
ennebbì:
- ricordarsi di tornare con sembianze africane.
- dimagrire.
- FOTTERSENE.
- fare il piercing per prima.
- non guardare più nessun video su youtube al riguardo.
- far finta di non vedere la cornetteria più buona di pescara sotto casa.
- amen.
BLaCkPetaL @ 15:54
No ragazzi non ci siamo, davvero. Venerdì ho un colloquio di lavoro e io non posso, e dico NON POSSO, sperare che non mi prendano ORA solo per una vacanza. Ma come lo spiego alla gente che non è una semplice vacanza? Che dentro c'è troppa roba per la quale vale la pena mandare tutto all'aria e viversela? E' infantile sì, lo so, davvero lo so. Ma in questi giorni non riesco a pensare ad altro. Quando siamo tutti assieme a riderci su ancora prima di viverla mi prende uno spiraglio di ansia e nella testa piomba una vocina che dice "sì sì ridi ma tu ci sarai o no?". Io ci sarò o no? E' quello che mi chiedono, e poi parlandone mi mettono comunque nel mezzo. Che ansia. Non voglio non voglio non voglio. Per una volta non può assistermi la sfiga? Per una volta in cui sono io a richiederlo e non lei? Cristo, patetica.
BLaCkPetaL @ 04:11
Quando ci mettiamo lo stesso numero di spillette sulla stessa tasca e nello stesso modo, il viola, la stessa barretta nell'orecchio, le converse, l'odio per gli snob del cazzo, quando la prima cosa che dici mentre ci sediamo al tavolo è "oh simò tutte scarpe a 40 euro, non puoi capì" e blablabla, quando mi freghi lo yoyo, quando infili il dito nelle mie bolle di sapone solo per il gusto di farne rimbalzare qualcuna sopra, quando mi scrocchi le sigarette e dopo la passi sempre col sorriso e gli occhi che dicono "sì dai a scrocco", quando mi dai soddisfazione sbranando tutto il tiramisù che resta, quando mi chiedi qualcosa e poi dici sempre "grazie cara" e "gentilissima", quando difendi gli amici e il modo in cui lo fai, quando mi dici che ascolto musica massiccia, quando ti metti con le gambe alla lupin, quando mi dici di fumare due sigarette insieme come lui, i subsonica e quando passi con La glaciazione in macchina e ridi, quando mi dici che ormai sono una ford coppola anche io, quando torno da Londra e su messenger mi dici "bentornata", quando mi chiedi come è andata, quando vuoi sapere, quando faccio badoo solo per leggere i vostri commenti del cazzo e esclami un "bella cazzoooooo" perchè mancavo solo io, quando fai gli arrosticini e vieni a darceli a manciate, quando usi la mia digitale e spieghi agli altri come si usa perchè ormai siete intimi, quando fai la mossa del divorare le cose e io mi piscio sotto dal ridere, quando mi giri sempre la borsa di turno per vedere che spilletta ho su e quando vedi la solita inizi a cantare Somewhere over the rainbow, quando ti alzi solo per prenderci un bicchiere di sangria, quando sorridi e sembra che tiri le labbra, quando ridi forte e ti si alzano le sopracciglia a barra diagonale, quando giri con la fionda e sei uguale a bart simpson, quando ci nascondiamo nella casa scema delle streghe e facciamo la figura dimmerda col boss, quando rompi il cazzo al mare se sul tuo telo finisce un solo granello di sabbia, quando mi linki i video di youtube su msn e ce la ridiamo, quando mi freghi la boccetta di smalto e l'annusi perchè l'odore ti manda in estasi, quando arrivo con i dolcetti al cocco e inizi a dire qualcosa tipo "oh vabbè...simò..al top..vabbò no..fammi sta zitto va" , quando ti presto l'accendino e me lo perdi, quando siamo stati una settimana a cercare il modello del mio cellulare e alla fine bastava solo spegnerlo e riaccenderlo per capirlo, quando puntualmente nei pub lo prendevi e ci facevi il cazzo che volevi, quando poi te lo sei comprato come il mio, il piercing che vogliamo fare nello stesso posto, quando ti rompi le palle e inizi a cantare sempre "dammi una lametta che mi taglio le vene", quando andiamo al mare e per strada canti "l'albero azzurro un posto felice", e quando ti metti a ballare il ballo del quaqua, quando fai le foto di sgamo e poi guardandole le trovo belle, quando fai finta di aver paura di ciairo e ti chiudi a guscio a terra gridando "aia ciro aia", quando ti si blocca il ginocchio e io penso che prima o poi farò la stessa fine, quando mi facevi dire che dovevo fare un fottio di foto alle converse di carnaby street, e quando per colpa di sta cosa mi sono beccata un "no photo darling!!!", le cartelle condivise che ci esplodono, quando ti riporti la scheda di memoria della digitale a casa, zetareticoli e funzioni primarie e dietro tutti i ricordi singoli che ci portiamo dietro, quando ti viene la malsana idea di comprare la roba per giocare a twister e fare una mega lotta di superliquidator, quando mi linki il video dei dabadub e fai lo sborone perchè ti si vede ed eri anche li a gratis, le olive, l'educazione che hai nel fare le cose, quando ti scazzi per cazzate e tiri fuori tutta la permalosità di questo mondo, quando arrivi tutto soddisfatto e dici di aver scritto il tuo nome con le borchiette della cintura, quando ci ascoltiamo i foo fighters e ci appare su msn, quando l'altro ieri ci cantavamo i sud sound system, quando iniziamo a ballare con la suoneria del telefono, quando dici "sai qual è la prima cosa che guardo io in una ragazza? se se la tira o no, essenziale" , quando ci spieghi razione k, gli aerei canadesi e la storia di stakanov, quando dopo una giornata di mare ci mettiamo a cantare E.. e capiamo che la stanchezza è arrivata allo stremo, quando ti si spappola il cornetto in mano, e quando ti spari due calzoni e un cornetto con nutella sabato sera alle 3, quando ci siamo conosciuti e abbiamo capito subito di poter andare d'accordo, quando ogni volta che ci vediamo si rafforza e quando capisco che, in piccolissima parte, è anche merito tuo. amicoalterego.
Questo per chi non ci vede malizia, per chi ce la vede affanculo. :)
BLaCkPetaL @ 02:58
she.
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tu leggi i miei pensieri.

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